Lvmh vola sulla scia dei conti superiori alle attese
Mattinata brillante per il titolo Lvmh Moet Hennessy Louis Vuitton, che a metà seduta sale a Parigi oltre il 5%. A fare da traino al colosso mondiale dei beni di lusso sono i dati sul fatturato del primo trimestre, diffusi ieri, e che hanno messo in luce un rialzo del 10% a 10,854 miliardi di euro (+13% a paritá di condizioni aziendali e tassi di cambio).
Secondo gli analisti di Equita,
“il fatturato è stato leggermente sopra le attese, ma con crescita organica molto più forte, compensata da maggior impatto cambi più negativi. Tutte le divisioni hanno sorpreso al rialzo, con un’accelerazione rispetto al quarto trimestre, superando l’indicazione iniziale della societa’ di un gennaio allineato alla velocità di uscita del 2017, e questo nonostante un confronto più difficile”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.