Lavoro: premi di produttività, Nord batte Sud
Il Ministero del lavoro ha pubblicato online il Report sull’andamento dei premi di produttività, ricavato dalla procedura per il deposito telematico dei contratti aziendali e territoriali.
Nel dettaglio, il Report, aggiornato al 14 novembre 2019, si compone di due parti: nella prima è fornita un’indicazione del trend della misura e della sua diffusione territoriale; nella seconda, invece, è svolto il monitoraggio dei soli contratti “attivi”. Alla data di chiusura del Report, si legge nella nota del ministero, le dichiarazioni di conformità compilate, redatte secondo l’articolo 5 del Decreto, sono state 51.707. L’analisi per settore di attività economica è in linea con le precedenti rilevazioni e conferma che quasi i due terzi delle dichiarazioni (il 58%) si riferiscono al comparto Servizi; seguono l’Industria con il 41% e l’Agricoltura con il restante 1%.
Più nello specifico, 17.300 dichiarazioni di conformità si riferiscono a contratti tuttora attivi, di cui 13.418 sono riferite a contratti aziendali e 3.882 a contratti territoriali. Riguardo alla distribuzione geografica, considerando la sede legale delle aziende, resta costante la leadership dell’Italia settentrionale con il 78% delle dichiarazioni di conformità.
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Il Bureau of Economic Analysis ha rivisto al rialzo la crescita del PIL statunitense per il primo trimestre del 2026, portandolo al 2,1% su base trimestrale. L’inflazione misurata attraverso il PCE price index è salita al 4,1% annuo. Questi dati dimostrano una ripresa più robusta rispetto alle previsioni iniziali.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono scese più del previsto, con una diminuzione di 12.000 unità nella settimana terminata il 20 giugno. Questo dato ha superato le aspettative del mercato, che prevedeva un calo a 223.000 richieste. Le cifre mostrano un aumento nel numero complessivo dei beneficiari.
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