Lavoro, Istat: occupazione stabile nel trimestre
Occupazione tendenzialmente stabile ma calano i lavoratori a tempo indeterminato e gli indipendenti, così cresce leggermente il tasso di disoccupazione su base mensile e diminuisce su base annua. A renderlo noto l’Istat che fornisce la sua fotografia del mercato del lavoro italiano del primo trimestre 2018.
“Dal lato dell’offerta di lavoro, nel primo trimestre del 2018 l’occupazione rimane sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente, a seguito dell’ulteriore aumento dei dipendenti a termine (+69 mila, +2,4%) e del corrispondente calo sia dei lavoratori a tempo indeterminato (-23 mila, -0,2%) sia degli indipendenti (-37 mila, -0,7%). Anche il tasso di occupazione resta sostanzialmente invariato, portandosi al 58,2%. Nei dati mensili più recenti (aprile 2018), al netto della stagionalità, il numero di occupati continua a crescere rispetto a marzo 2018″.
Per il quattordicesimo trimestre consecutivo – dice l’Istat – aumentano gli occupati a tempo pieno mentre il tempo parziale diminuisce per la seconda volta, dopo una crescita ininterrotta dal 2010. Nel primo trimestre 2018 inoltre prosegue la crescita dell’occupazione e del relativo tasso per i giovani di 15-34 anni, verificatasi a livello sia congiunturale sia tendenziale. Il tasso di disoccupazione invece presenta un lieve aumento rispetto al trimestre precedente e diminuisce in confronto a un anno prima, laddove quello di inattività mostra un moderato calo in entrambi i confronti. Nei dati di aprile 2018, in termini congiunturali, la stabilità del tasso di disoccupazione si associa alla rilevante riduzione di quello di inattività.
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Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
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Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.