Fed: nessun segnale sul tapering, anticipate le tempistiche sul rialzo dei tassi
La Fed ha apportato solo minime variazioni alla sua dichiarazione, al termine del meeting del 15-16 giugno, ma ha innalzato le aspettative sull’inflazione e ha anticipato le tempistiche attese sul rialzo dei tassi (i primi due sono previsti nel 2023, anziché a partire dal 2024). Nessun riferimento, invece, al tapering.
Nel comunicato del Fomc sono cambiate solo le descrizioni sulla situazione pandemica, con un aperto riferimento al progresso nelle vaccinazioni. Restano le medesime tutte le indicazioni di policy, anche se il Fomc ha riconosciuto che ormai il tasso d’inflazione non viaggia più al di sotto del target di lungo termine al 2%. Fatto di per sé poco rilevante, dal momento che tutta la parte successiva resta la stessa: “Il Comitato prevede di mantenere un orientamento accomodante della politica monetaria” fintantoché “l’inflazione sarà in media del 2% nel tempo e le aspettative di inflazione a lungo termine rimarranno ben ancorate al 2%”.

Sotto il profilo tecnico sono state apportate modifiche ai tassi sulle riserve detenute dalle banche presso la fed (Ioer) da 0,10 a 0,15% e mentre tasso Repo è passato dallo 0% allo 0,05%. Si tratta di tassi che solitamente fissano una base minima per le operazioni a breve termine.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play