La Fed fa sbandare i mercati, sell-off violento su Stellantis, ENI e banche
I segnali di tapering arrivati ieri sera dai verbali della Federal Reserve si fanno sentire sui mercati. Dopo la chiusura debole di Wall Street (oltre -1% per Dow Jones e S&P 500), oggi aprono in netto calo anche i mercati europei. Piazza Affari non è da meno con il Ftse Mib che cede a 26. punti. Timori di un prossimo inizio del tapering hanno spinto le vendite anche sul petrolio (-2% il WTI in area 63$) con un apprezzamento del dollaro (massimi a 9 mesi). In calo anche oro e argento.
Tra i titoli di Piazza Affari segnano il passo soprattutto i ciclici con flessioni di quasi il 3% per Stellantis, Pirelli e Tenaris. Al tappeto tutti i titoli oil con ENI a -2,39% in area 10,11 euro. Molto male anche i finanziari con -1,9% per Intesa e Unicredit, –2,49% Bper, -2,14% Banco BPM e -1,65% Poste.
A dettare l’umore ai mercati è quanto emerso ieri dalla Fed.
Dai verbali della riunione di luglio del Fomc è infatti emerso che la Federal Reserve sta valutando l’avvio del tapering entro la fine dell’anno. La maggior parte dei membri del board ha notato che, a condizione che l’economia dovesse evolversi come previsto, hanno ritenuto opportuno iniziare a ridurre il ritmo degli acquisti di asset quest’anno. “Nessuna decisione però è stata ancora presa e le tempistiche sono ancora oggetto di discussione”, precisano le minute Fomc.
Breaking news
L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.