L’Italia manda in rosso Wall Street, a picco le banche
Effetto Italia su Wall Street, che ieri ha archiviato una seduta in forte calo, ma sopra i minimi intraday. La crisi politica in Italia ha condizionato negativamente l’umore degli investitori americani. Ma anche le rinnovate tensioni commerciali hanno contribuito alle vendite: l’amministrazione Trump intende imporre dazi del 25% su prodotti tecnologici cinesi per 50 miliardi di dollari.
Nel mirino delle vendite, tutti i big finanziari. Due tra tutti: JP Morgan (-4,3%) e Morgan Stanley (-5,75%). Le due banche hanno sofferto anche per via di indicazioni relative all’andamento nel secondo trimestre.
Arrivato a cedere fino a 505 punti, il DJIA ne ha lasciati sul terreno 391,64, l’1,58%, a quota 24.361,45; l’indice delle 30 blue chip ha riportato in negativo il bilancio 2018. L’S&P 500 ha ceduto 31,47 punti, l’1,16%, a quota 2.689,86. Il Nasdaq Composite ha segnato un -37,26 punti, lo 0,5%, a quota 7.396,59.
Il contratto luglio del petrolio al Nymex è scivolato dell’1,7% a 66,73 dollari al barile, minimi del 17 aprile scorso. Il Vix ha raggiunto i massimi di due mesi balzando del 31,47% a 17,38.
Breaking news
L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.