La Corporate America sceglie il vaccino obbligatorio. L’ordine di Goldman Sachs, che prepara una App green pass

25 Agosto 2021, di Redazione Wall Street Italia

Goldman Sachs decide, e non è certo l’unica: vaccini obbligatori per i dipendenti e, in alcuni casi, anche per i clienti. Le banche di Wall Street – in generale la Corporate America, come dimostrano i casi di Facebook, Google, Netflix – si stanno attivando per mettere in sicurezza la sicurezza dei propri dipendenti, mentre negli Stati Uniti i nuovi casi di malati di Covid-19 riprendono a salire. Nelle ultime ore Goldman Sachs si è allineata a quello che si starebbe confermando un trend sempre più in crescita: quello del #vaccinoobbligatorio. In molti casi, annunci ufficiali non sono stati ancora fatti: ci si basa sui rumor riportati dalla stampa americana -.

L’attenzione nelle ultime ore è rivolta a Goldman Sachs che, stando a un memo ottenuto dal New York Times e riportato da altri siti, richiederà non solo a tutti i dipendenti, ma anche ai clienti che volessero entrare nei suoi uffici dislocati negli Stati Uniti, di aver completato il ciclo di vaccinazione. Il memo, inviato dalla banca americana ai suoi dipendenti americani, fissa al prossimo 7 settembre l’entrata in vigore della nuova disposizione che riguarderà, per ora, solo le sedi Usa, come ha confermato la banca alla BBC, precisando che negli Stati Uniti i dipendenti sono tornati in ufficio nel mese di luglio.

Sempre a partire dal prossimo 7 settembre, Goldman Sachs lancerà test obbligatori anti-Covid, a cui lo staff dovrà sottoporsi una volta alla settimana. I dipendenti della banca che non sono ancora completamente vaccinati dovranno lavorare da casa, dunque in smart working.

A partire da ottobre, il gigante americano richiederà inoltre attraverso una APP la prova dello status di vaccinazione completa, praticamente un green pass, che in Italia ha fatto esplodere la polemica, accendendo la rabbia dei No Vax e rendendo ancora più popolare l’accusa, contro il governo, di #DittaturaSanitaria, esercitata attraverso i #vacciniCovid. Non finisce qui: un portavoce del colosso ha riferito che i dipendenti avranno l’obbligo di indossare le mascherine in tutti i luoghi comuni dei suoi edifici: dunque negli atri, nelle scale, negli ascensori, nei bagni e nei bar, a meno che non siano seduti per mangiare e bere.

La decisione di Goldman Sachs è simile a quella di Morgan Stanley che, stando a un memo visionato dal Financial Times, ha iniziato a richiedere ai dipendenti di dimostrare di essere stati completamente vaccinati, per potere avere accesso ai suoi uffici di New York alla metà di luglio. Chi dovesse rifiutarsi di collaborare, perde l’accesso alle sedi. Il Seattle Times ha riportato inoltre che Microsoft richiederà lo stesso status di vaccinati ai suoi dipendenti, così come anche a chiunque volesse entrare nei suoi uffici, a partire da settembre. Vaccino obbligatorio anche per il colosso delle tlc At&t che, tuttavia, secondo fonti riportate da Reuters, potrebbe decidere di fare eccezione per quei dipendenti che non possono essere vaccinati per motivi medici o altre ragioni.

Stessa linea di Goldman Sachs, invece, per Bank of America, i cui uffici dovrebbero riaprire a settembre solo per i dipendenti vaccinati, stando a indiscrezioni Bloomberg; idem per BlackRock che ha già richiesto il green pass a tutti i suoi dipendenti nel mese di giugno. Il colosso del risparmio gestito riaprirà del tutto a settembre, consentendo comunque ancora lo smart working. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Citigroup ha reso noto questo mese che i dipendenti dei suoi uffici di New York, Chicago e di altre città dovranno essere vaccinati per avere accesso nelle sue sedi. Lo staff delle sue filiali non sarà invece obbligato a vaccinarsi. Fermo restando l’obbligo delle mascherine.

Ha fatto parlare molto nei giorni scorsi il caso della CNN, che ha licenziato tre dipendenti che si sono recati in ufficio senza essere stati vaccinati. La BBC ricorda che, negli Stati Uniti, è legale che le aziende chiedano ai dipendenti di vaccinarsi. Il caso della CNN è stato spiegato dallo stesso Jeff Zucker – presidente della divisione news e sport di WarnerMedia -che, in un memo a cui hanno avuto accesso all’inizio di agosto diversi media, ha affermato che la vaccinazione è obbligatoria per chiunque lavori nei suoi uffici, a contatto con altri dipendenti: “Che sia chiaro – ha detto – Su questo la tolleranza è zero”. Vaccini obbligatori anche per Netflix, non solo per tutti i dipendenti e visitatori del suo quartiere generale – riporta Variety – ma anche per il cast e per il personale tecnico delle diverse produzioni cinematografiche in corso in Usa.

Un articolo del magazine Fortune – lo stesso che ha elencato i casi di cui sopra – ha fatto notare che, al fine di convincere i propri dipendenti a vaccinarsi, sono sempre di più le aziende che offrono incentivi come bottiglie d’acqua, T-shirt, bonus in contanti. Nelle prime due settimane di agosto, diverse società tra compgnie aeree, retailer, gruppi hi-tech, banche e società di servizi sanitari hanno comunicato ai dipendenti che le vaccinazioni non sono più a discrezione del dipendente che desideri tornare in ufficio. Alcune aziende sono state più clementi di altre, offrendo ai dipendenti la possibilità di lavorare da casa. Secondo un recente sondaggio di Gallup, l maggior parte dei lavoratori Usa è favorevole al vaccino obbligatorio (il 52%). Tuttvia una considerevole fetta, pari al 29%, è fermamente contraria all’obbligo. Si tratta in quest’ultimo caso delle stesse persone che rifiutano l’inoculazione del vaccino.

Secondo molte aziende, ora che dalla FDA ( Food and Drug Administration) è arrivato il via libero definitivo al vaccino anti Covid-19 di Pfizer BioNTech, non ci sono ormai più scuse. Si presume di conseguenza che il numero delle società che adotteranno la politica del vaccino obbligatorio tenderà a salire. Intanto la variante Delta continua a far paura: in base ai dati raccolti, Reuters comunica che le infezioni da Covid-19 negli Stati Uniti stanno salendo, in media, di 150.000 nuovi casi al giorno, e che al momento i contagi sono pari al 60% rispetto al massimo delle infezioni giornaliere di coronavirus riportate a gennaio in Usa.

Tornando alle Big Tech, Facebook ha riferito ai suoi dipendenti alla fine di luglio di vaccinarsi prim di tornare negli uffici americani. Il colosso di Mark Zuckerberg calcola che la forza lavoro in presenza sarà pari al 50% della capacità nel mese di settembre e al 100% a ottobre. La stessa richiesta ai dipendenti, per il ritorno nei suoi campus, è arrivata sempre alla fine di luglio da Google: in questo caso, i tempi sono stati differenziati,  a seconda dell’area geografica interessata e della disponibilità dei vaccini. Il colosso, che fa parte della holding Alphabet, ha esteso lo smart working fino al prossimo 18 ottobre.