Krafton: debutto flop a Seoul per il creatore del videogame PUBG
Debutto amaro per Krafton Inc, società sudcoreana che ha sviluppato il videogioco di successo “PlayerUnknown’s Battlegrounds” (PUBG). Crollo fino a -20% (chiudendo poi a -8,8%) per quella che è la seconda maggiore IPO dell’anno per la Corea del Sud con gli investitori che hanno storto il naso per la valutazione molto elevata, nonostante la revisione al ribasso della fascia di prezzo dell’IPO, e per i rischi di regolamentazione della Cina, con le società di gioco che affrontano prospettive incerte dopo che i regolatori cinesi hanno duramente colpito una serie di settori con regole più rigide.
Krafton, che ha chiuso la giornata con una valutazione di mercato di 19,32 miliardi di dollari, ha l’87% delle sue entrate che provengono dall’Asia, esclusa la Corea del Sud nel trimestre gennaio-marzo, con gran parte delle quali è stimata dagli analisti proveniente dalle vendite in Cina (che sono gestite dal colosso Tencent). Dal documento di IPO emerge che Krafton guadagna commissioni fornendo servizi tecnologici per “Peacekeeper Elite”, un gioco simile a “PUBG Mobile” che Tencent distribuisce e che si posiziona solitamente tra i primi due giochi per incassi in Cina.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.