Jackson Hole, l’attesa sale: perchè i mercati potrebbero essere delusi dalle parole di Powell

26 Agosto 2021, di Redazione Wall Street Italia

Di anno in anno rappresenta uno degli appuntamenti più importanti sui mercati di fine agosto. Si tratta del simposio di Jackson Hole che prende ufficialmente il via stasera e che vedrà in primo piano già domani l’intervento del presidente della Fed, Jerome Powell. Lo storico appuntamento estivo, a cui di solito partecipano i principali banchieri centrali ed economisti di tutto il mondo (‘capitanati’ dal governatore della banca centrale Usa, Jerome Powell), quest’anno si svolgerà tra il 26 e il 28 agosto. L’evento, organizzato dal 1978 dalla Federal Reserve di Kansas City fra le Rocky Mountain del Wyoming, avrà quest’anno come focus “La politica macroeconomica in un’economia irregolare”.

Mercati appesi alle parole di Powell

Quali sono le parole che pronuncerà Powell? Questo l’interrogativo che continua a rincorrersi sui mercati, al momento riempito solo dalle previsioni degli economisti e degli operatori. Sicuramente, anche l’appuntamento 2021 (sempre virtuale, come lo scorso anno) si apre con aspettative elevate. Come ammette Paolo Zanghieri, economista senior di Generali Investments.

“In ogni caso, riteniamo che potranno rimanere delusi coloro che si attendono una precisa comunicazione circa le modalità e le tempistiche del tapering sugli acquisti di asset“, afferma l’esperto che indica due motivazioni a supporto della sua tesi. Il primo riguarda “gli ultimi dati che si confermano positivi, ma lo slancio si sta attenuando e i timori sull’inflazione non sono aumentati. Inoltre, la variante Delta del Covid si sta diffondendo in fretta, aumentando il rischio di lockdown parziali in alcuni degli stati più grandi. I dati sull’occupazione di luglio sono stati molto incoraggianti, ma il tasso di partecipazione, uno dei benchmark che la Fed utilizza per stabilire lo stato del mercato del lavoro, resta sottotono”. Il secondo punto invece ruota attorno al FOMC (cui spetta la decisione finale sul tapering) “non ha avuto l’opportunità di riesaminare la situazione, per valutare come si rapporta con la visione ‘rosea’ dell’economia delineata nei verbali della riunione di luglio. Inoltre, i verbali stessi hanno indicato chiaramente che non vi è ancora una timeline per il tapering”.

In questo quadro, la riunione del 22 settembre costituirà un’occasione più appropriata per mettere in guardia sull’incombente tapering, poiché includerà anche i dati aggiornati circa la crescita e le previsioni su occupazione e inflazione. “Il nostro scenario base, partendo dal presupposto che la variante Delta resti sotto controllo, prevede un annuncio formale a novembre, seguito dall’implementazione a dicembre”, aggiunge Zanghieri.

Anche per Alan Levenson, capo economista Usa di T. Rowe Price, il discorso di Powell non riserverà grandi sorprese. “Non ci aspettiamo grandi sorprese dal discorso di Powell al Simposio di Jackson Hole, rispetto a quanto emerso dalla sua conferenza stampa dello scorso 28 luglio e dai verbali del meeting del Fomc di quello stesso giorno- afferma l’economista -. Riguardo all’acquisto di titoli da parte della Fed, dai verbali del Fomc è emerso che è stata raggiunta la soglia degli ‘ulteriori sostanziali progressi’ in vista dell’inizio del taper per quanto riguarda il target di inflazione al 2% della Fed, ma non in relazione a quello della ‘massima occupazione'”. I policymaker hanno indicato che il taper con tutta probabilità inizierà a fine 2021 o inizio 2022, a condizione che gli sviluppi sul fronte economico siano in linea con le attese.

Jackson Hole, teatro di annunci in passato
Sale l’attesa per l’appuntamento di Jackson Hole che già in passato è stato il palcoscenico di annunci. Tra i più importanti c’è quello di Ben Bernanke del 2012, quando ha annunciato il terzo round del programma di quantitative easing (QE) della Fed. Nel 2014, fu l’allora presidente della Bce, Mario Draghi, che colse l’occasione per gettare le basi del primo programma di quantitative easing dell’istituto di Francoforte. E da ultimo, lo scorso anno il presidente della Fed, Jerome Powell, in apertura dei lavori del Simposio di Jackson Hole annunciò la svolta storica della banca centrale americana, lanciando la politica dell’Average Inflation Targeting (AIT), ovvero del target di inflazione media del 2%, che ha portato a un allungamento dell’era di tassi bassi.