Ivass, italiani “bocciati” nella conoscenza delle assicurazioni
Nella conoscenza delle assicurazioni gli italiani rimediano una pesante insufficienza: 30,4 punti su 100. E’ quanto si apprende dall’ultima indagine condotta dall’Ivass, l’autorità di vigilanza sul comparto assicurativo, che ha sondato le competenze degli italiani attraverso 2000 interviste.
I risultati mostrano come la conoscenza di base (indagata chiedendo la definizione corretta di tre concetti tipici della cultura assicurativa: Premio, Franchigia, Massimale) sia quella sui prodotti assicurativi è insufficiente è risultata insufficiente.
Ad essere meno competenti in materia sono le donne, che hanno registrato punteggi inferiori rispetto agli uomini, e i residenti al Sud e nelle Isole. Più esperti in materia assicurativa, infine, i residenti nei centri di medie dimensioni, rispetto a quelli dei piccoli e dei grandi centri urbani.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.