Italia e altri sette paesi chiedono a Ue di modificare Patto Stabilità

31 Marzo 2016, di Daniele Chicca

L’Italia non è sola. Dopo le proteste di Pier Carlo Padoan, che aveva sottolineato come le regole attuali sui vincoli di bilancio danneggino paesi come il nostro, il governo Renzi ha trovato altri sette paesi europei disposti a farsi avanti e chiedere all’Unione Europea di modificare il metodo con cui vengono calcoli ora i cosiddetti output gap, necessari per stabilire i rapporti di deficit strutturale nei quali i paesi membri possono muoversi all’interno del quadro del Patto di bilancio.

In una lettera inviata alla Commissione Ue, il Tesoro italiano, insieme a quelli di Spagna, Portogallo, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Slovenia e Slovacchia, chiede di allineare a quattro anni il valore sulla base del quale vengono valutate sia le correzioni di bilancio, sia se i paesi si allontanano dagli obiettivi. L’output gap, che al momento viene invece calcolato su un orizzonte temporale di due anni, è uno dei parametri chiave del Patto di stabilità e crescita europeo che regola l’equilibrio strutturale di bilancio e da questo indicatore dipendono anche le procedure di richiamo.