Italia: aumenta surplus bilancia commerciale a marzo
ROMA (WSI) – A marzo la bilancia commerciale dell’Italia segna un surplus di 5,42 miliardi contro i 1,880 miliardi della precedente rivelazione secondo quanto rende noto l’Istat. Nei primi tre mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge 6,7 miliardi (+15,6 miliardi al netto dei prodotti energetici).
Per quanto riguarda la bilancia commerciale UE, l’Italia a marzo ha segnato un surplus di 1,25 miliardi, contro il dato della precedente rilevazione fermo a 0,16 miliardi. Rispetto al mese precedente, a marzo 2017 si registra un aumento per le esportazioni (+4,0%) mentre le importazioni sono stazionarie (0,0%).
A marzo 2017 la crescita tendenziale dell’export (+14,5%) riguarda sia l’area extra Ue (+15,1%) sia quella Ue (+14,1%); l’incremento dell’import (+16,3%) è più sostenuto dall’area extra Ue (+19,0%). Al netto delle differenze nei giorni lavorativi (23 a marzo 2017 rispetto a 22 di marzo 2016), l’aumento risulta più contenuto: +14,1% per l’import e +12,4% per l’export.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo