Istat: nel 2018 migliora il deficit, ma debito sale al 132,1% del Pil
Nel 2018 il rapporto tra deficit e Pil si è attestato in Italia al 2,1% in miglioramento rispetto al 2,4% del 2017 anno su cui avevano pesato anche gli effetti dei salvataggi delle banche in crisi.
Lo ha reso noto oggi l’Istat. Si tratta di un valore superiore alle stime del governo, che indicavano a dicembre scorso un deficit per l’anno pari all’1,9% del Pil. Quello del 2018 è il livello più basso dal 2007, quando il deficit si attestò all’1,5% del Pil.
Sempre secondo l’Istat, nel 2018, il debito pubblico italiano è salito al 132,1% del Pil contro il 131,3% del 2017. A dicembre scorso il governo aveva previsto per il 2018 che il debito si attestasse al 131,7% del Pil.
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La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dal settore tecnologico di Wall Street e dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. L’indice Nikkei 225 scende dell’1,89%, mentre il Topix cala dell’1,25%. Anche la Borsa di Seul registra perdite significative.
Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. ha riportato un incremento del 30% nelle vendite mensili, trainato dalla crescente domanda globale di infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Le vendite di maggio sono state di NT$416,98 miliardi, con un aumento del 24% rispetto all’anno precedente. Gli analisti prevedono un ulteriore incremento del 35% per il secondo trimestre, mentre TSMC continua a espandere la sua influenza nel mercato globale dei semiconduttori AI.
L’inflazione al consumo in Cina è rimasta stabile all’1,2% annuo a maggio, al di sotto della stima mediana dell’1,3%. Tuttavia, l’inflazione dei prezzi alla produzione è accelerata al 3,9%, influenzata dai costi energetici e dei metalli. La crescente divergenza tra l’inflazione PPI e CPI indica le difficoltà dei produttori nel trasferire i costi elevati ai consumatori, portando a una compressione dei margini di profitto.
In programma oggi i dati sull’inflazione Usa (attesa in accelerazione) e la riunione della banca centrale del Canada (previsti tassi fermi)