Islanda pronta a lanciare un fondo sovrano: la crisi, solo un ricordo
La maggioranza parlamentare che guida l’Islanda ha proposto la costituzione di un fondo sovrano della portata di 300 miliardi di corone, pari a 2,5 miliardi di dollari – 7000 per abitante. La notizia arriva a poca distanza da quello che dovrebbe essere l’ultimo lascito della crisi finanziaria del 2008: la rimozione degli ultimi controlli sui movimenti di capitale.
Il fondo proposto dovrebbe investire all’estero, con partecipazioni azionarie, e attraverso obbligazioni e private equity. La gestione sarà supervisionata da una commissione di cinque persone nominate dal parlamento, così come dal primo ministro e dal ministro delle finanze.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo