Islanda: banca centrale alza i tassi all’1,25%, è il secondo aumento in tre mesi
La Banca centrale d’Islanda ha deciso di alzare nuovamente il tasso di riferimento, aumentandolo di uno 0,25% e portandolo quindi all’1,25%. Si tratta del secondo ritocco verso l’alto in tre mesi. La mossa fa seguito al miglioramento degli indicatori macro. Secondo le sue ultime stime, il Pil dell’Islanda dovrebbe crescere quest0anno del 4%, circa 0,9 punti percentuali al di sopra delle previsioni di maggio. Il miglioramento, ha spiegato l’istituto, è trainato principalmente dagli arrivi di turisti, che quest’estate sono aumentati più rapidamente di quanto previsto.
L’inflazione è al 4,4% nel secondo trimestre del 2021, ma le pressioni inflazionistiche complessive sembrano attenuarsi. Secondo la Banca centrale d’Islanda, potrebbe rimanere sopra il 4% fino alla fine dell’anno, ma si allineerà con il target nel secondo semestre del 2022.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.