15:33 lunedì 20 Dicembre 2021

Investimenti, l’incertezza aumenta la voglia di rischiare degli italiani sui mercati

Il quadro generale incerto a causa del Covid sta inducendo gli italiani a rischiare e cercare maggiori rendimenti sui mercati finanziari. Il curioso trend sul mondo degli investimenti è emerso dallo Schroders Global Investor Study 2021, indagine annuale che ha coinvolto oltre 23.000 persone in 33 Paesi, da cui emerge che il 28% degli investitori italiani (37% a livello globale) è ora più disposto ad aumentare l’allocazione verso investimenti ad alto rischio, mentre la percentuale sale al 43%, avvicinandosi al dato globale (44%), solo per la fascia d’età 18-37 anni.

La spinta dell’inflazione

Perché, nonostante la loro tradizionale prudenza, gli investitori italiani sembrano ora meno avversi al rischio? I dati segnalano che molte persone sono indotte ad assumersi maggiori rischi per compensare l’incertezza dovuta al Covid e in ragione dei timori legati all’aumento dell’inflazione; un fenomeno che ha interessato soprattutto gli investitori più giovani.

Il rendimento stuzzica

A spingere in questa direzione sono anche le aspettative di rendimento dichiarate nelle risposte contenute nello studio di Schroders: quasi la metĂ  (42%) degli investitori italiani tra i 18 e i 37 anni e oltre un terzo (35%) di quelli nella fascia 38-50 anni si aspettano rendimenti superiori al 10%, con una discrepanza significativa, ma comprensibile, rispetto al gruppo over 71 anni, la cui percentuale si ferma al 28%.

Giovani piĂą disposti a rischiare

A fronte di uno scenario in cui i tassi di interesse sono a zero o negativi, il 40% degli investitori italiani tra i 18 e i 37 anni (57% il dato globale) ha affermato che farebbe investimenti a rischio piĂą elevato per cercare di intercettare rendimenti, mentre solo il 22% (17% a livello globale) sarebbe probabilmente piĂą propenso a spendere e meno propenso a risparmiare. Il 40% dei rispondenti italiani over 71 (identica la percentuale globale), invece, si sentirebbe probabilmente piĂą incline a spendere, piuttosto che risparmiare in questo scenario.

L’opzione crypto

I tassi zero o negativi stanno anche mettendo in luce altre opzioni: il 21% degli investitori italiani ha infatti dichiarato che investirebbe in criptovalute. Il dato sale al 34% tra i rispondenti con 18-37 anni, mentre si ferma al 19% e al 21% rispettivamente per le fasce di etĂ  rispettivamente 38-50 e over 50. Proprio per intercettare rendimenti piĂą elevati, molte persone ora stanno investendo in asset che prima ritenevano troppo rischiosi.

I nuovi investimenti

Nel dettaglio, a formare il podio delle tre tipologie di nuovi investimenti effettuati per la prima volta nell’ultimo anno dagli investitori italiani sono settori nuovi ed emergenti. I titoli azionari biotech e farmaceutici conquistano il primo posto (23%), il secondo va ai fondi esposti ai veicoli elettrici (21%), il terzo ai nomi di internet e tecnologici (20%), mentre seguono in coda le criptovalute (16%). Al pari di quelli globali, gli investitori italiani più aperti nei confronti degli asset ad alto rischio nutrono anche maggiore interesse verso i titoli di internet e tecnologici.

Il commento dell’esperta

Lesley-Ann Morgan, Head of Multi-Asset Strategy at Schroders, ha così commentato i risultati del report: “La nostra ricerca segnala che molte persone sentono ora di dover accettare rischi maggiori nella caccia ai rendimenti, data la pandemia. Le condizioni economiche sfidanti alle quali abbiamo assistito nel corso dell’ultimo anno hanno probabilmente influenzato questa tendenza. Non stupisce che, in uno scenario di bassi tassi interesse, le scelte di investimento più rischiose siano diventate più attraenti, soprattutto per gli investitori più giovani. Gli investitori sono anche stati spronati a prendere in considerazione una gamma più ampia di asset class. Nel complesso, i dati mostrano che la quota di investitori italiani disposti ad assumersi maggiori rischi è aumentata. Tuttavia è importante che tali maggiori rischi venga approcciato con giudizio e consapevolezza”.

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