Intesa SanPaolo, utili netti in calo -24%. Parteciperà a fondo Atlante con 845 milioni

6 Maggio 2016, di Laura Naka Antonelli

Il gruppo Intesa Sanpaolo ha terminato il primo trimestre del 2016, riportando utili netti per un valore di 806 milioni di euro, in calo del 24,2% rispetto ai 1.064 milioni del primo trimestre dell’anno scorso. Gli utoli salgono comunque a 902 milioni se si esclude il contributo ordinario al fondo di risoluzione stimato per l’intero 2016 e spesato nel trimestre.

Il Cet 1 della banca si è attestato nel primo trimestre al 13,1% secondo i criteri a regime e al 12,9% in base ai criteri transitori per il 2016.

Nel comunicato di Intesa SanPaolo si legge che l’utile netto:

“è già superiore al 50% di 3 miliardi di euro di dividendi indicati per l’esercizio 2016”.

I proventi operativi netti sono cresciuti a 4,09 miliardi di euro, salendo +4% rispetto al quarto trimestre 2015 se si escludono i contributi al fondo di risoluzione. Gli interessi netti sono stati pari a 1,881 miliardi di euro, -3,7% rispetto ai 1,953 miliardi del quarto trimestre 2015 e del 4,6% rispetto ai 1.971 milioni del primo trimestre 2015.

Le commissioni nette sono state pari a 1,713 miliardi, in flessione -10,7% su base trimestrale, ovvero rispetto al quarto trimestre del 2015.

In generale, nel trimestre, il gruppo Intesa SanPaolo ha assistito a un:

“forte afflusso netto di raccolta da clientela nelle Divisioni Banca dei Territori e Private Banking: pari a oltre 7 miliardi di euro rispetto a 4 miliardi nel quarto trimestre 2015 e a un deflusso netto di 6 miliardi nel primo trimestre 2015”.

Per il 2016, la banca prevede di conseguenza:

“una crescita dei proventi operativi netti, connessa alla dinamica delle commissioni nette e dei crediti alla clientela, del risultato della gestione operativa, anche grazie al costante controllo dei costi, e del risultato corrente al lordo delle imposte, con una riduzione del costo del rischio, nel quadro di una redditività sostenibile”.

Parlando del caso Veneto Banca, l’amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Carlo Messina, ha affermato:

“Non siamo disponibili a mantenere alcuna quota in Veneto Banca. Quindi se l’aumento di capitale andrà a buon fine saremo molto contenti, altrimenti Atlante potrà intervenire anche in Veneto Banca”.

Dalle slide diffuse nel corso della conference call sul bilancio, è emerso inoltre che Intesa Sanpaolo contribuirà al fondo Atlante con 845 milioni di euro, di cui 300 milioni già versati. L’impatto stimato sul Common Equity Ratio è pari a 8 punti base ad oggi e fino a un massimo di 20 punti base tenendo conto dell’impegno complessivo. La cessione di Setefi e Isp Card contribuirà invece positivamente per circa 35 punti base.