Intesa SanPaolo: preview su utili I trimestre, le stime sull’impatto Russia e sul trend del titolo

26 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

Countdown alla diffusione delle trimestrali delle banche italiane: sotto i riflettori Intesa SanPaolo, che nelle ultime settimane, così come UniCredit, è stata attentamente monitorata dai mercati, a causa della sua esposizione verso la Russia, accerchiata dalle sanzioni dell’Unione europea, degli Usa e i loro alleati.

La banca ha precisato di aver avviato una revisione strategica delle sue attività, comunicando anche di aver interrotto l’erogazione dei finaniamenti alle società russe e bielorusse. Quale sarà davvero lo scotto che Intesa dovrà pagare a causa della guerra in Ucraina lo si saprà con i risultati di bilancio relativi più al secondo trimestre che non al primo.

Ma la guerra avrà fatto sentire i suoi effetti anche sui numeri dei primi tre mesi dell’anno, in quanto esplosa il 24 febbraio.

I risultati di bilancio relativi al primo trimestre del 2022 saranno resi noti il prossimo 6 maggio.

Tra gli analisti che hanno snocciolato le loro stime sull’esito della pubblicazione della trimestrale, oltre a quelli intervistati da Bloomberg, hanno detto la loro anche gli esperti di Banca Akros nella nota “Q1 22 preview: the start of a difficult year”. Ovvero “Preview per il primo trimestre del 2022: l’inizio di un anno difficile”.

C’è da dire comunque che, pur rivedendo al ribasso l’outlook sugli utili e sul target price, gli analisti di Banca Akros ritengono che le quotazioni abbiano un considerevole margine al rialzo.

Così come è positivo sul trend del titolo della banca gestita da Carlo Messina – che ha ceduto il 15% dall’inizio dell’anno – il consensus di Bloomberg, che intravede un margine di rialzo del 41% circa .

In termini di utili e fatturato, gli esperti intervistati da Bloomberg stimano un eps rettificato di 49 centesimi per azione nel primo trimestre, a fronte di ricavi per un valore di 5,049 miliardi di euro. Di seguito, invece, l’outlook di Banca Akros:

“Ci aspettiamo che l’utile netto di Intesa Sanpaolo relativo al primo trimestre del 2022 si sia dimezzato su base annua, a 740 milioni di euro, a causa del fatturato più basso e degli accantonamenti più alti effettuati sui prestiti (l’utile netto era stato di 1,516 miliardi un anno fa). Il fatturato totale è stimato in calo dell’11% su base annua a 4,9 miliardi di euro, principalmente a causa delle minori entrate della divisione di trading, previste in calo dagli 800 milioni circa di euro del primo trimestre del 2021 a 300 milioni nel primo trimestre (del 2022), sulla scia delle performance divergenti riportate dai mercati finanziari. Il margine di interesse, anche, è atteso in flessione, del 2,5% su base annua, a 1,9 miliardi di euro, a causa dell’effetto negativo di calendario e per gli smobilizzi degli NPL (crediti deteriorati) nel quarto trimestre del 2021. Le commissioni nette sono previste piatte su base annua a 2,3 miliardi di euro, con gli AUM più alti che dovrebbero essere compensati dalle commissioni di entrate più basse. Sono previste invariate le entrate del business assicurativo, a 373 milioni di euro.

Nel report di Banca Akros si legge anche che “i costi operativi (di Intesa SanPaolo) sono attesi piatti su base annua a 2,6 miliardi di euro, fattore che porterebbe il margine operativo lordo a 2,3 miliardi, in calo di oltre il 20% su base annua, con un rapporto cost-income di quasi il 53%“.

Previsto tuttavia un “balzo delle svalutazioni sui prestiti dell’80% su base annua a 723 milioni di euro, di cui 300 milioni circa legati all’esposizione al conflitto tra la Russia e l’Ucraina. Ci aspettiamo infatti – scrivono gli analisti – che Intesa SanPaolo affronti la questione russa subito, in linea con la sua tradizionale prudenza”.

Banca Akros stima anche “altri accantonamenti sul rischio di 200 milioni di euro, di cui la metà legata al conflitto. Per questo trimestre (il secondo) sono attesi inoltre anche più di 200 milioni di oneri sistemici netti (contributi all’SRF – Fondo di risoluzione unico)”.

Riguardo alla “posizione di capitale”, questa è attesa soffrire l’impatto delle riserve FVOCI e dell’inflazione RWA, che dovrebbe portare il parametro CET1 a scendere di 30 punti base su base trimestrale al 14,2% phased-in e al 12,6% fully-loaded”

Sulla scia di un fatturato più basso e di accantonamenti più alti, Banca Akros ha reso noto così di aver rivisto al ribasso “le stime sull’eps adjusted da 0,26 a 0,23 per il 2022 e da 0,29 a 0,27 per il 2023″. Ancora, il target price è stato tagliato da 2,9 a 2,5 euro. Tuttavia, visto il potenziale di upside per il titolo del 25% circa, Akros ha comunque rivisto al rialzo il rating sul titolo da “Accumulate” a “Buy”.