Inflazione: una Caporetto per i consumi secondo UNC, un massacro per il Codacons
Secondo i dati definitivi di novembre resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un aumento annuo del 3,7%, dal 3,8% della stima preliminare. “Anche se il dato definitivo è leggermente migliorato, si tratta comunque di una stangata che rallenterà la ripresa in corso e che rischia di diventare una Caporetto per i consumi. Un Natale in bianco sarebbe letale per molti commercianti che sono ancora ben lungi dall’aver recuperato le perdite registrate durante la pandemia e che fanno affidamento sulle prossime festività per salvare l’anno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“A fare da traino all’inflazione i rialzi dei prezzi i beni energetici, ossia luce, gas e carburanti, senza i quali l’indice scenderebbe dal 3,7% all’1,3%. Ecco perché il Governo, invece di continuare con il balletto delle cifre su quanto intende stanziare per bloccare i prossimi aumenti di luce e gas, prima 1 miliardo, poi 2, poi 2,8, ieri 3,8, oggi Draghi dice che sono pronti ad aggiungere altre risorse, dovrebbe bloccare i rincari, senza se e senza ma” prosegue Dona.
“Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +3,7% significa un aumento del costo della vita pari a 1312 euro su base annua, 524 solo per Abitazione, acqua ed elettricità, 567 euro per i Trasporti. Per una coppia con 1 figlio, la maggior spesa annua è pari a 1215 euro, 526 per l’abitazione, 494 per i trasporti, per una famiglia media il rialzo complessivo è di 1017 euro, 493 per l’abitazione e 363 per i trasporti” conclude Dona.
Un “massacro”, considerata la totalità dei consumi di una famiglia, pari a +1.137 euro annui. Questo il peso dell’inflazione al +3,7% per le tasche di ogni singola famiglia italiana, in base alle elaborazioni del Codacons sui numeri diffusi oggi dall’Istat. “Si tratta del tasso di inflazione più alto degli ultimi 13 anni, un andamento al rialzo che avrà pesanti effetti sui consumi delle famiglie – afferma il presidente Carlo Rienzi – Il forte incremento dei listini al dettaglio avrà conseguenze negative sulla spesa di Natale, riducendo gli acquisti delle famiglie legati alla festività: come già previsto dalle indagini del Codacons e confermato dalle organizzazioni dei commercianti, caleranno quest’anno numero ed entità dei regali, e ci sarà una forte contrazione della spesa nel settore dei viaggi di fine anno, proprio come reazione al forte rialzo di prezzi e tariffe in tutti i settori”.
“Il Governo non può più restare a guardare e, al pari di quanto fatto per le bollette dell’energia, deve intervenire con urgenza per porre un freno alla crescita dei prezzi al dettaglio, partendo da un taglio delle tasse che gravano su carburanti e che incidono sulla crescita dei listini” – conclude Rienzi.
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L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i mercati asiatici, con un calo del prezzo del petrolio che ha incentivato gli investitori. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un incremento dello 0,5%, mentre la Borsa di Shanghai ha chiuso con un aumento dell’1,61%.
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