Inflazione in brusco calo in Spagna: luce più luminosa alla fine del tunnel
L’inflazione spagnola è scesa di nuovo bruscamente a novembre e ora è già quattro punti percentuali al di sotto del livello massimo raggiunto a luglio. Nel dettaglio l’indice dei prezzi al consumo in Spagna si è attestata al 6,8% su base annua a novembre, in calo rispetto al 7,3% di ottobre. Nel corso del mese, i prezzi al consumo sono scesi dello 0,1%. L’indice armonizzato si è attestato al 6,6%, in calo rispetto al 7,3% di ottobre.
Dopo il suo picco, l’inflazione spagnola ha subito un forte calo, che la rende unica nell’area dell’euro. L’inflazione energetica è diminuita notevolmente ed è ben al di sotto della media della zona euro. I prezzi dell’energia in Spagna sono aumentati bruscamente nell’autunno 2021, rendendo il confronto su base annua molto più debole quest’anno. Il taglio dell’IVA sul gas e sull’elettricità ha anche alleggerito l’inflazione energetica come precisano da ING. La luce alla fine del tunnel dell’inflazione sta diventando più luminosa dicono gli analisti secondo cui continuerà a normalizzarsi nel 2023, ma probabilmente ci vorrà fino al 2024 prima che l’inflazione torni ad aggirarsi intorno al 2%, che è l’obiettivo della BCE.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.