Inflazione: improbabile una decelerazione sostanziale prima del 2° trimestre 2022 (analisti)
Nuova accelerazione dell’inflazione italiana che a dicembre 2021 tocca il 3,9%. Ancora una volta a trainare al rialzo le pressioni inflattive sono stati i prezzi dell’energia. Paolo Pizzoli, Senior Economist di Ing, rimarca come gli effetti ritardati di questi significano che non dovremmo aspettarci di vedere una decelerazione dell’inflazione primaria prima del secondo trimestre di quest’anno e, anche allora, il declino potrebbe essere rallentato dal parziale passaggio delle pressioni PPI accumulate nei manufatti, ora ai massimi ultradecennali. “In questo contesto inflazionistico – prosegue Pizzoli – la dinamica salariale rappresenta un’eccezione degna di nota. A novembre l’inflazione salariale è rimasta ferma allo 0,6%, lo stesso livello dell’inizio del 2021. Continuiamo a ritenere che il persistente rallentamento del mercato del lavoro continuerà a prevenire effetti di secondo impatto di lunga durata e diffusi. In questa direzione dovrebbero agire anche gli sforzi per aumentare il tasso di partecipazione femminile italiana anormalmente basso, previsto nell’ambito del PNRR, privilegiando l’occupazione rispetto ai livelli salariali”.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.