Inflazione Giappone: crescita tripla rispetto ad attese, caro-bolletta anche qui con boom record da 1981
Nel mese di febbraio, l’inflazione del Giappone misurata dall’indice dei prezzi al consumo è salita su base annua dello 0,9%, il triplo rispetto al +0,3% atteso dal consensus, e in accelerazione rispetto al +0,5% di gennaio.
I numeri sull’inflazione core rimangono ben al di sotto del target della Bank of Japan, pari al 2%.
L’indice CPI al netto dei prezzi dei beni alimentari freschi è salito su base annua dello 0,6%, in linea con le stime, in rialzo rispetto al +0,2% precedente.
La crescita è stata tuttavia la più forte degli ultimi due anni, a conferma dell’aumento delle pressioni inflazionistiche alimentate dai costi energetici più alti.
Il fenomeno del caro-bolletta non sta risparmiando il Giappone, con le bollette di elettricità salite del 20% a febbraio su base annua, al ritmo di crescita più veloce dal 1981.
Esclusi i prezzi dei beni alimentari ed energetici, l’indice dei prezzi al consumo del Giappone è sceso dell’1%, più del calo atteso pari a -0,9%, e rispetto al -1,1% precedente.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.