Inflazione ai top a 13 anni, sale il rischio di effetti di second’ordine sui prezzi (analisti)

29 Ottobre 2021, di Redazione Wall Street Italia

L’allarme inflazione si intensifica in Europa. La stima preliminare Eurostat sull’inflazione dell’area euro segna a ottobre un +4,1% su base annua, in deciso aumento rispetto al 3,4% di settembre e ben oltre le attese degli analisti, che avevano previsto un rialzo al 3,7%. Si tratta del livello di inflazione più alto da luglio 2008. Guardando alle singole componenti, l’energia ha evidenziato a ottobre il rincaro più alto su base annua (23,5% contro 17,6% di settembre). Nel caso specifico dell’Italia, sempre a causa del caro energia, l’inflazione è aumentata al 2,9%.

Raggiunge livelli di allerta anche l’inflazione core, passata dall’1,9% al 2,1%. “Il tasso di inflazione dell’energia è ora di un notevole 23,5% e i prezzi del gas al consumo devono ancora essere completamente incorporati in questi numeri a causa degli adeguamenti contrattuali che non avvengono tutti immediatamente”, commenta Bert Colijn, economista senior di Ing.

“Con un’inflazione superiore al 4% e un’inflazione di fondo superiore al 2% – prosegue l’esperto – il terreno fertile per gli effetti di secondo impatto (second round effects) sull’inflazione diventa più fertile. Resta da vedere se sia abbastanza fertile da far diventare l’inflazione strutturale, ma la BCE dovrà tenerla d’occhio”.

Christine Lagarde ha detto ieri che la BCE è fiduciosa che la loro analisi sia corretta su quanto sia temporanea l’inflazione. “Il mercato sembra tutt’altro che fiducioso, poiché le aspettative sono di un rialzo dei tassi entro i prossimi 12 mesi”, aggiunte Colijn.