Inditex, proprietaria di Zara venderà online tutti i suoi marchi
Inditex, la società cui fanno capo una galassia di popolari marchi tessili come Zara, Pull&Bear, Massimo Dutti, Bershka, Stradivarius, Oysho, consentirà l’acquisto su piattaforme e-commerce per tutti i suoi marchi entro il 2020. Ciò sarà possibile anche nei Paesi nei quali non sono presenti punti vendita fisici, con lo specifico obiettivo di raggiungere una clientela più ampia. Attualmente Inditex possiede 7.500 negozi e vende online in 49 Paesi.
A dare la notizia è stato il ceo, Pablo Isla, precisando che si sta pensando a un sistema nel quale gli ordini online potrebbero essere coperti con le scorte dei negozi fisici, presenti in 96 Paesi. “Vogliamo rendere le nostre collezioni di moda disponibili a tutti i nostri clienti, ovunque si trovino nel mondo”, ha detto Isla, “anche in quei mercati che attualmente non hanno i nostri negozi di mattoni e malta”.
Breaking news
Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate dello 0,2% a giugno, trainate da forti guadagni in alcuni settori, nonostante il calo delle entrate delle stazioni di servizio. Le vendite, escluse auto e gas, sono salite dello 0,4%, mostrando la resilienza della spesa dei consumatori.
Il consiglio di amministrazione di Recordati approva la congruità del prezzo dell’offerta pubblica di acquisto da parte di Respighi BidCo, mentre i membri indipendenti esprimono parere contrario. La decisione si basa sull’analisi di Lazard, ma gli indipendenti, supportati da Rothschild & Co Italia, ritengono il prezzo inadeguato rispetto al valore e alle prospettive della società.
Uber Technologies ha annunciato l’acquisizione di Delivery Hero, valutando la società tedesca di consegne alimentari 14,8 miliardi di dollari. L’accordo include l’acquisto delle azioni di Prosus e la cessione di 14 mercati a SSW Partners.
Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. ha aumentato le sue previsioni di spesa e ricavi per l’anno, riflettendo la fiducia nella domanda globale di infrastrutture AI. La società prevede ora una spesa in conto capitale tra i 60 e i 64 miliardi di dollari per il 2026, con una crescita dei ricavi di poco superiore al 40% in termini di dollari USA.