Immobiliare, dopo la pandemia meno investimenti e più acquisti migliorativi

13 Maggio 2021, di Mariangela Tessa

La pandemia cambia l’atteggiamento degli italiani di fronte all’acquisto di immobili. Secondo l’ultima analisi Tecnocasa, nel 2020 ha segnato una flessione la percentuale di acquisti per investimento: si passa infatti dal 17,9% del 2019 al 16,5% dello scorso anno. Il ribasso evidenzia come le problematiche legate all’emergenza sanitaria in corso abbiano frenato questo tipo di acquisti, sia per quanto riguarda le tipologie da mettere a reddito sia per le soluzioni da destinare agli affitti turistici.

Per quanto riguarda l’età degli acquirenti si rileva un aumento della percentuale nella fascia compresa tra 18 e 34 anni, mentre diminuisce la componente di acquirenti che hanno 65 anni ed oltre.

Il trilocale resta la tipologia più compravenduta in Italia anche nel 2020 con il 34% sul totale degli acquisti. Si tratta di una percentuale più bassa rispetto a quella registrata nel 2019 quando si attestava al 35,5%.

Per quanto riguarda i mutui, in Italia nel 2020 il 51,1% delle compravendite è stata supportata dall’accensione di un mutuo, mentre il 48,9% degli acquisti è avvenuto in contanti. Rispetto al 2019 si registra un aumento di coloro che ricorrono al credito, tendenza determinata soprattutto dai tassi di interesse sui mutui sempre più convenienti.

Tra i motivi della vendita, nel 2020 in Italia il 45,1% ha deciso di mettere sul mercato immobili di proprietà per reperire liquidità, il 42,1% per migliorare la qualità abitativa ed il 12,6% per trasferirsi in un altro quartiere o in un’altra città.