“Il rischio di una guerra commerciale potrebbe costare il 12% al Dow Jones”
Nonostante la tendenza rialzista del mercato azionario statunitense le politiche commerciali finora annunciate dal presidente Usa, Donald Trump, potrebbero comportate un ribasso nell’ordine del 12%. E’ questa l’opinione espressa a Cnbc dal professor Jeremy Siegel della Wharton school, una delle più importanti scuole di business del mondo. Secondo Siegel “il più grande rischio per il rally azionario che che stiamo per vedere un movimento protezionista, l’innalzamento di dazi e ritorsioni dall’estero”. Questo scenario “deve essere riconosciuto dai mercati come un rischio”, pur mantenendo il professore una prospettiva rialzista. Una guerra commerciale porterebbe il Dow Jones a 18.000 punti, secondo Siegel, il che corrisponderebbe a un calo di circa 12% dai livelli attuali.
Breaking news
L’apertura di Wall Street è stata caratterizzata da un andamento contrastato, influenzato dal calo dei titoli dei semiconduttori e dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Broadcom ha registrato un significativo calo del 14% a causa di risultati trimestrali deludenti, mentre altri titoli del settore tecnologico e del petrolio hanno subito variazioni negative.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.
Fincantieri, attraverso la controllata WASS Submarine Systems, ha firmato un Memorandum of Understanding con Magellan Aerospace Corporation per valutare nuove opportunità di cooperazione industriale nel settore della difesa subacquea in Canada. L’intesa, siglata in occasione di CANSEC 2026 a Ottawa, punta a rafforzare le capacità canadesi nel comparto underwater, con particolare attenzione ai siluri pesanti […]
Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.