“Il rischio di una guerra commerciale potrebbe costare il 12% al Dow Jones”
Nonostante la tendenza rialzista del mercato azionario statunitense le politiche commerciali finora annunciate dal presidente Usa, Donald Trump, potrebbero comportate un ribasso nell’ordine del 12%. E’ questa l’opinione espressa a Cnbc dal professor Jeremy Siegel della Wharton school, una delle più importanti scuole di business del mondo. Secondo Siegel “il più grande rischio per il rally azionario che che stiamo per vedere un movimento protezionista, l’innalzamento di dazi e ritorsioni dall’estero”. Questo scenario “deve essere riconosciuto dai mercati come un rischio”, pur mantenendo il professore una prospettiva rialzista. Una guerra commerciale porterebbe il Dow Jones a 18.000 punti, secondo Siegel, il che corrisponderebbe a un calo di circa 12% dai livelli attuali.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.