“Il maggiore rischio per l’azionario asiatico è il ritorno sul dollaro”

11 Aprile 2016, di Alberto Battaglia

“I policy maker asiatici non scambieranno il rally di marzo per un segnale di rinnovato appetito per il rischio, ma continueranno ad attuare le politiche necessarie a rafforzare le rispettive economie”, questo il commento di Christopher Chu, fund manager per azionario asiatico presso Ubp, in merito alla ripresa del mercato orientale del mese scorso. Dopo i primi due mesi assai problematici il guadagno del primo trimestre è stato circa dell’1,3% per l’indice MSCI Asia Ex-Japan. Per le prossime settimane, scrive Chu, i maggiori rischi per il mercato asiatico saranno la “volatilità del dollaro americano causata da problematiche politiche, oltre che un ulteriore ribasso della crescita globale; i timori legati a uno scenario di Brexit, a crisi migratorie, o a una retorica populistica nella campagna elettorale per le presidenziali americane”, fattori che “potrebbero spingere gli investitori a ritornare sul dollaro, in un contesto di accresciuta volatilità”.
Per quanto riguarda le economie dell’area “la persistente forza delle economie guidate dal mercato interno dovrebbe contribuire a controbilanciare la debolezza estera”, scrive Ubp, che prevede scenari di crescita, in particolare, in Indonesia, Tailandia e nelle Filippine a causa della reipresa della spesa pubblica.