Il Covid fa meno paura alla Bce: acquisti asset PEPP saranno ridotti. Le parole di Lagarde su Pil e inflazione

9 Settembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

La Bce di Christine Lagarde lancia un mini tapering (anche se non lo dice): al termine della riunione del Consiglio direttivo della banca centrale europea, l’Eurotower ha annunciato di aver lasciato i tassi di interesse invariati, confermando anche l’APP, ovvero il piano di acquisti di asset che continua a essere portato avanti per un valore di 20 miliardi di euro al mese (il QE, si può dire, tradizionale). Modifiche invece agli acquisti del PEPP, QE pandemico lanciato per far fronte alle conseguenze economiche della pandemia Covid-19, che verranno invece ridotti

Nel comunicato della Bce si legge infatti che, “sulla base di una valutazione congiunta delle condizioni di finanziamento e delle prospettive di inflazione, il Consiglio direttivo ritiene che possano essere mantenute condizioni di finanziamento favorevoli con un ritmo degli acquisti netti di attività nel quadro del Programma di acquisto per lemergenza pandemica (pandemic emergency purchase programme, PEPP) moderatamente inferiore rispetto ai due trimestri precedenti”.

Qualcuno, nell’ampia platea degli economisti che seguono le mosse delle banche centrali, parla di mini-tapering, facendo riferimento allo stesso testo del comunicato, dove si legge ‘moderately lower pace for PEPP’, ovvero un ritmo moderatamente inferiore per il PEPP.

Bce: meno acquisti asset con PEPP. E’ tapering o no? Economisti divisi

In particolare l’economista Jens Nordvig parla di ECB mini taper, sottolineando che la frase della Bce, a suo avviso, indicherebbe che il QE pandemico proseguirà a un ritmo lievemente inferiore agli 80 miliardi di euro di acquisti stabiliti al momento del lancio del bazooka, ma non a un ritmo così basso come quello che ha caratterizzato il primo trimestre del 2021, pari ad acquisti mensili per un ammontare di 50-60 miliardi di euro.

C’è però anche il commento di Edward Moya, Chief Market Strategist di marketpulsecom e di OANDA:

“La Bce rallenta il ritmo del programma di acquisti di bond…ma tecnicamente questo non è un taper. Sarà ridotto infatti il ritmo degli acquisti, non l’ammontare totale del sostegno”, che rimane pari a 1.850 miliardi di euro.

Da Bloomberg arriva invece un altro tipo di commento: “il rallentamento degli acquisti del piano PEPP è l’ammissione che la ripresa dell’area euro è abbastanza forte da avallare un sostegno inferiore” rispetto a quello finora garantito.

Insomma, è tapering o no, si chiedono i mercati?

Tapering sì o no? Risponde Lagarde

In occasione della conferenza stampa in cui prende la parola, è la stessa Lagarde a rispondere alla domanda chiave. 

“La scelta delle parole è importante”, dice, riprendendo quanto scritto nero su bianco nel comunicato ovvero che gli acquisti avverranno in modo “moderatamente inferiore a quelli che abbiamo effettuato nel secondo trimestre e nel terzo trimestre”.

La numero uno di Eurotower non risponde dunque né SI né NO alla domanda sul tapering, limitandosi a dire che la Bce sta “ricalibrando” il PEPP, e che sono in realtà già tre mesi che lo sta facendo:

“Stiamo assistendo chiaramente a un miglioramento (dell’economia) su molti fronti”, puntualizza.

Riguardo a cosa avverrà con la fine del QE pandemico, “non ne abbiamo discusso” in questa riunione, anche perché informazioni più dettagliate e di sostanza arriveranno a dicembre, con le nuove stime sul Pil e sull’inflazione dell’area euro. In più, a dicembre saranno snocciolate anche le previsioni per il 2024.

Una Lagarde ottimista, in sintesi, che fa affidamento per ora sul nuovo outlook sfornato dagli economisti dell’istituzione, che lei stessa annuncia:

“La Bce ha rivisto al rialzo l’outlook sul Pil dell’area euro del 2021 dal +4,6% precedentemente atteso a una crescita pari a +5%. Per il 2022, il Pil è atteso ora in rialzo del 4,6%, a un ritmo inferiore rispetto al +4,7% precedente; le stime sul Pil del 2023 sono state lasciate invariate al ritmo del 2,1%”.

Lagarde è fiduciosa nella ripresa dell’economia, e spiega di ritenere che il Pil dell’area euro supererà livelli pre-Covid entro la fine dell’anno; crede che l’impatto della Covid-19, pur con la variante Delta, sia meno grave; ribadisce che le vaccinazioni hanno garantito il reopening dell’economia, la ripresa del turismo e dei consumi, il miglioramento del mercato del lavoro, che sta avvenendo in modo rapido, così come il miglioramento dell’ottimismo delle aziende, che a sua volta sta sostenendo gli investimenti”.

Insomma, al momento “i rischi a cui fa fronte l’economia sono ampiamente bilanciati”. Questo “non significa che siamo fuori dal tunnel”, visto che, anche se finora non ci sono “lockdown”, comunque la variante Delta potrebbe “posticipare la riapertura totale delle economie”.

Che dire, invece, dell’inflazione, il cui trend spiega tra le altre cose la decisione della Bce di diminuire gli acquisti di asset che avvengono con il PEPP?

La Bce, annuncia Lagarde, ha rivisto al rialzo anche le stime sull’inflazione del 2021 dal +1,9% precedentemente atteso nel mese di giugno a +2,2%. Upgrade anche per le previsioni per il 2022 e il 2023, alzate rispettivamente dal +1,5% al +1,7% e dal +1,4% al +1,5%.

“L’aumento corrente dell’inflazione è in gran parte temporaneo – ribadisce ancora la numero uno della banca centrale, sottolineando comunque che, pur “se in modo lento, le pressioni sottostanti all’inflazione stanno aumentando” e che, nel caso in cui “i disagi che stanno colpendo la catena di approviggionamento dovessero durare più a lungo e tradursi in un aumento dei salari più alto delle attese”, allora “le pressioni (inflazionistiche) potrebbero essere più persistenti”.

Ma, e lo dicono le stesse stime, “l’inflazione di medio termine è prevista a un livello ben inferiore al target” (pari al 2%). L’obiettivo della Bce è dunque lungi dall’essere stato centrato.

Dunque, “il nostro lavoro non finirà con la fine del PEPP”, assicura Lagarde, confermando tuttavia anche di star prendendo tempo: “Non abbiamo discusso su cosa arriverà dopo la fine del PEPP”. ù

In ogni caso, anche se c’è chi parla di piccola vittoria per i falchi, Lagarde tiene a precisare che “la decisione sul PEPP è stata unanime”. A dispetto di chi parla di spaccatura nei piani alti dell’Eurotower e di fratture insanabili tra falchi e colombe.

Non solo PEPP: tassi, forward guidance, APP, politiche reinvestimenti

Dal comunicato della Bce:

“Il Consiglio direttivo della Bce ha annunciato che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%

“A sostegno del suo obiettivo di inflazione simmetrico del 2% e in linea con la sua strategia di politica monetaria, il Consiglio direttivo si aspetta che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedrà l’inflazione raggiungere il 2% ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e in maniera durevole per il resto dell’orizzonte di proiezione, e finché non riterrà che i progressi conseguiti dall’inflazione di fondo siano sufficientemente avanzati da essere coerenti con lo stabilizzarsi dell’inflazione sul 2% nel medio periodo. Ciò inoltre può comportare un periodo transitorio in cui l’inflazione si colloca su un livello moderatamente al di sopra dell’obiettivo”

“Gli acquisti netti nell’ambito del PAA proseguiranno a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro. Il Consiglio direttivo seguita ad attendersi che gli acquisti netti mensili del PAA saranno condotti finché necessario a rafforzare l’impatto di accomodamento dei suoi tassi di riferimento e che termineranno poco prima che inizierà a innalzare i tassi di riferimento della BCE”.

Ancora, dal comunicato emerge che “il Consiglio direttivo seguiterà a reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PEPP almeno sino alla fine del 2023. In ogni caso, la futura riduzione del portafoglio del PEPP sarà gestita in modo da evitare interferenze con l’adeguato orientamento di politica monetaria”.

Inoltre, “il Consiglio direttivo continuerà a fornire abbondante liquidità attraverso le sue operazioni di rifinanziamento. In particolare, la terza serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (OMRLT-III) resta per le banche una fonte di finanziamento interessante, a sostegno del credito bancario alle imprese e alle famiglie”