Ibm torna a macinare ricavi, primo trimestre in crescita dal 2012
La ristrutturazione di Ibm, iniziata cinque anni fa, sta cominciando a dare i suoi frutti. Il gruppo informatico ha chiuso il periodo ottobre-dicembre del 2017 con ricavi in rialzo annuo per la prima volta dopo 22 trimestri di fila in calo. Nei tre mesi chiusi il 31 dicembre scorso, l’azienda ha registrato un fatturato di 22,54 miliardi di dollari, in rialzo del 4% rispetto allo stesso periodo del 2016.
Nello stesso periodo il gruppo ha subito una perdita di 1,05 miliardi di dollari contro utili per 4,50 miliardi dello stesso trimestre del 2016. Il gruppo ha spiegato di avere subito oneri per 5,5 miliardi di dollari legati alla nuova riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale. Al netto di voci straordinarie, i profitti per azione hanno raggiunto quota 5,18 dollari, il 3% in piu’ sull’anno prima e meglio delle stime degli analisti per un solo centesimo.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.