IBM: bilancio non convince. Cloud computing è il nuovo imperativo strategico

18 Ottobre 2016, di Laura Naka Antonelli

In calo gli utili e il fatturato di IBM, con il titolo che ha ceduto il 3% nelle contrattazioni afterhous. La società ha comunque affermato di intravedere una crescita nei suoi nuovi business come il cloud computing e l’intelligenza artificiale. Nel terzo trimestre dell’anno, IBM ha assistito a un fatturato a $19,23 miliardi, in flessione dello 0,3%. Le attese, per il giro d’affaru, erano di $19 miliardi.

Gli utili netti sono scesi del 4% a $2,9 miliardi.

Escludendo gli oneri straordinari, l’utile per azione è stato di $3,29, in ribasso rispetto a $3,23 attesi dagli analisti di Thomson Reuters.

Ma il fatturato legato ai servizi cloud è balzato di ben +42%, a $3,4 miliardi e la divisione di cloud business ha attirato nuovi clienti, come Dixons Carphone Group, JFE Steel e Vodafone India.

Il cloud computing (o nuvola informatica) si conferma una delle diverse aree a crescita veloce che IBM definisce imperativi strategici. Tali attività, che includono appunto l’intelligenza artificiale, l’analisi dei dati e la sicurezza, sono cresciute del 15% in valuta costante nel terzo trimestre, rispetto al +12% del secondo trimestre. E ora incidono sul 40% del business totale di IBM.

Così ha commentato Greg McDowell, analista presso JMP Securities:

“Fino a quando si assiste alla crescita degli imperativi strategici, bisognerebbe essere soddisfatti”.

Per l’intero 2016, IBM ha reiterato le stime su utili operativi per azione di almeno $13,50.