IBM: bilancio non convince. Cloud computing è il nuovo imperativo strategico
In calo gli utili e il fatturato di IBM, con il titolo che ha ceduto il 3% nelle contrattazioni afterhous. La società ha comunque affermato di intravedere una crescita nei suoi nuovi business come il cloud computing e l’intelligenza artificiale. Nel terzo trimestre dell’anno, IBM ha assistito a un fatturato a $19,23 miliardi, in flessione dello 0,3%. Le attese, per il giro d’affaru, erano di $19 miliardi.
Gli utili netti sono scesi del 4% a $2,9 miliardi.
Escludendo gli oneri straordinari, l’utile per azione è stato di $3,29, in ribasso rispetto a $3,23 attesi dagli analisti di Thomson Reuters.
Ma il fatturato legato ai servizi cloud è balzato di ben +42%, a $3,4 miliardi e la divisione di cloud business ha attirato nuovi clienti, come Dixons Carphone Group, JFE Steel e Vodafone India.
Il cloud computing (o nuvola informatica) si conferma una delle diverse aree a crescita veloce che IBM definisce imperativi strategici. Tali attività, che includono appunto l’intelligenza artificiale, l’analisi dei dati e la sicurezza, sono cresciute del 15% in valuta costante nel terzo trimestre, rispetto al +12% del secondo trimestre. E ora incidono sul 40% del business totale di IBM.
Così ha commentato Greg McDowell, analista presso JMP Securities:
“Fino a quando si assiste alla crescita degli imperativi strategici, bisognerebbe essere soddisfatti”.
Per l’intero 2016, IBM ha reiterato le stime su utili operativi per azione di almeno $13,50.

Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.