I salari degli italiani sono tra i più bassi d’Europa
Nonostante ruoli importanti, esperienza di lungo corso e curriculum invidiabili, i salari percepiti dai cittadini italiani sono tra quelli più bassi d’Europa. Uno dei problemi riguarda il carico delle tasse, che pesa troppo sul guadagno mensile rispetto alla somma dei salari. Si tratta del reddito dichiarato, che in totale ha toccato gli 833 miliardi di euro per un valore medio di 20.690 euro l’anno, in crescita dell’1,3% rispetto al 2014. I salari da lavoro dipendente e da pensione rappresentano circa l’82% del reddito complessivo, mentre i lavoratori autonomi sono quelli con i salari medi più elevati (38.290 euro).
È quanto emerge dagli ultimi dati Eurostat, secondo cui nel 2015 gli italiani sono stati coloro che vivevano peggio rispetto alle altre economie. Nel 2016 invece metà dei contribuenti italiani aveva redditi sotto i 16.400 euro e i più benestanti, ossia con salari superiori ai 300 mila euro l’anno, sono soltanto lo 0,1% del totale, appena 31.700 su 40,7 milioni. I più poveri invece, che rappresentano il 10% del totale, guadagnano circa 6.700 euro l’anno di media, la metà rispetto ai cittadini francesi della fascia corrispondente.
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Wall Street apre positiva, grazie anche agli ottimi risultati trimestrali di Micron Technology. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,70% a 52.226,35 punti, il Nasdaq avanza dello 0,93% a 25.703,90 punti e lo S&P 500 mette a segno un aumento dello 0,79% a 7.411,16 punti.
Il Bureau of Economic Analysis ha rivisto al rialzo la crescita del PIL statunitense per il primo trimestre del 2026, portandolo al 2,1% su base trimestrale. L’inflazione misurata attraverso il PCE price index è salita al 4,1% annuo. Questi dati dimostrano una ripresa più robusta rispetto alle previsioni iniziali.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono scese più del previsto, con una diminuzione di 12.000 unità nella settimana terminata il 20 giugno. Questo dato ha superato le aspettative del mercato, che prevedeva un calo a 223.000 richieste. Le cifre mostrano un aumento nel numero complessivo dei beneficiari.
JPMorgan Chase riorganizza la prima linea manageriale e nomina Jenn Piepszak nuova Chief Operating Officer. La manager assume il ruolo di numero due della maggiore banca statunitense, prendendo il posto di Daniel Pinto, che lascerà il gruppo alla fine del 2026 dopo oltre quarant’anni di carriera interna