Guerra commerciale non è finita. Trump: “sono l’uomo dei dazi”, Wall Street ripiega
Vanificate le speranze di una tregua duratura della guerra commerciale sino americana, Wall Street ripiega dopo i guadagni di ieri. Dopo che il presidente americano Donald Trump si è auto definito “l’uomo dei dazi” su Twitter (“I am a Tariff man”), la Borsa americana perde terreno.
A pesare è in particolare l’andamento del settore dei trasporti (auto in primis), sulla scia delle conferme offerte dal consulente economico della Casa Bianca Larry Kudlow secondo cui se non viene raggiunto un accordo con la Cina entro 90 giorni, allora assisteremo a un’escalation del conflitto commerciale. Kudlow è entrato nel dettaglio delle misure che gli Usa potrebbero varare, tra cui un incremento dei dazi al 25% e altro ancora.

Breaking news
Le Borse cinesi chiudono in modo contrastante: Hong Kong raggiunge il livello più basso dell’anno, mentre le Borse della Cina continentale beneficiano del settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,4%, influenzato dalle perdite di Alibaba e Tencent. In controtendenza, Shanghai e Shenzhen registrano guadagni, sostenuti dalle performance positive di Micron.
La Borsa di Tokyo e quella di Seul hanno registrato forti rialzi, spinte dai risultati sorprendenti del colosso dei chip Micron. L’indice Nikkei ha guadagnato il 4,61%, mentre il Kospi di Seul è salito del 5,42%.
L’intervista di Isabel Schnabel, membro nel consiglio direttivo della Bce, a “Die Zeit”
Azioni Alibaba Group in calo del 5% oggi e del 33% da inizio anno, dopo le accuse di accesso illecito al modello di intelligenza artificiale di Anthropic. Le preoccupazioni degli investitori sulla capacità delle aziende tecnologiche cinesi di competere a livello globale si intensificano.