Guerra dazi colpisce export cinese: -1% in agosto
Nel pieno della guerra commerciale con gli Usa, in agosto, le esportazioni cinesi sono diminuite dell’1% annuo. Il calo reso noto oggi arriva dopo la sorpresa di un rimbalzo del +3,3% nel mese di luglio, nonostante la battaglia con Washington e l’indebolimento della domanda globale.
Si tratta di un dato inferiore alle attese degli economisti di Bloomberg, che avevano previsto un aumento del 2,2%. Anche l’avanzo commerciale è sceso bruscamente in agosto a 34,83 miliardi di dollari, dai 44,58 miliardi di dollari del mese precedente, mentre le importazioni hanno continuato a scendere per quattro mesi al 5,6% su base annua, in linea con la cifra di luglio.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo