Calcio, patron Catanzaro Cosentino ai domiciliari per associazione a delinquere
Il presidente del “Catanzaro Calcio”, Giuseppe Cosentino, figlia Ambra, la loro dipendente Carmela Alì Santoro e il mediatore finanziario Stefano Noschese, sono finiti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione “Money Gate” guidata dalla procura di Palmi; le accuse, a vario titolo, di associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla commissione di reati fiscali, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e appropriazione indebita.
E’ stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza è stato invece per Mariella Viglianisi, Marco Pecora, Caterina Zito e Simona Tedesco, tutti originari della provincia reggina.
L’inchiesta è gravitata intorno alle operazioni finanziare della “Gicos Import-Export srl”, azienda di Cinquefrondi (Reggio Calabria) attiva nel settore dei casalinghi e nell’arredamento.
Nel 2011 le Fiamme Gialle hanno iniziato riscontrare numerose irregolarità in riferimento ad alcune transazioni finanziarie verso l’estero nonché è stato monitorato un ingente utilizzo di denaro contante. Il patron del “Catanzaro calcio”, avrebbe messo in piedi, attraverso tale società, un meccanismo illecito che gli avrebbe permesso negli anni di accumulare un patrimonio che ammonta ad oltre otto milioni di euro.
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