Giappone, produzione industriale di marzo crolla a sorpresa
La produzione delle fabbriche giapponesi è diminuita dello 0,9% congiunturale nel mese di marzo, a fronte di una previsione mediana degli economisti che l’avevano stimata invariata. Il dato trimestrale risulta ancor più negativo, con un -2,6% rispetto all’output industriale del quarto trimestre 2018: il maggior calo mai sperimentato negli ultimi cinque anni.
Le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,2% a marzo rispetto al mese precedente, leggermente più di quanto atteso dagli economisti (previsione: dato invariato) mentre il tasso di disoccupazione è salito al 2,5%.
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Ieri la società ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.