Germania, tra le elezioni in vista e l’incertezza in aumento: cresce l’attenzione sui mercati

8 Settembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

A poco più di due settimane dal voto, in Germania l’attesa e l’ansia per quello che sarà l’esito dell’appuntamento elettorale del 26 settembre sta raggiungendo nuovi picchi. I sondaggi continuano a tenere tutti i candidati sulle spine e alla fine saranno i dettagli a fare la differenza sui risultati di queste importantissime elezioni che vedranno dopo 16 anni la cancelliera Merkel cedere il passo a un successore. Ad oggi ogni coalizione o quasi è possibile e questo per diversi esperti del settore finanziario va ad aggiungere tensione sui mercati che prediligono degli scenari di stabilità nei Paesi.

La view di consenso, come dicevamo, è parecchio sfumata. Si sprecano gli acronimi relativi ai colori degli schieramenti politici tedeschi: Semaforo (SPD, FDP, Die Grünen), Germania (CDU/CSU, SPD, FDP), Jamaica (CDU/CSU, FDP, Die Grünen), Kenya (CDU/CSU, SPD, Die Grünen) e così via. Inoltre, vengono enfatizzati i temi del “freno fiscale” piuttosto che della partecipazione alla NATO, viene anche spesso e volentieri sottostimato il ruolo che potrebbe giocare Alternative für Deutschland, partito con posizioni talvolta considerate estreme, ma non del tutto impopolari nei Länder meno affluenti.

Uno dei temi che potrebbe incidere e spostare gli equilibri è quello dell’inflazione. Non è un mistero che l’opinione pubblica tedesca sia avversa alla politica monetaria di Francoforte. In particolare, i tassi di interesse negativi vengono visti come un meccanismo di espropriazione del patrimonio privato, tanto da motivare la BCE stessa a pubblicare nel 2015 un pamphlet dal titolo provocatorio “Critique of Accomodating Central Bank Policies and the Expropriation of the Saver”. L’attuale fiammata di inflazione si colloca in un panorama già di per sé ostile al mondo bancario, in particolare se consideriamo che solo il 51% delle famiglie tedesche sono proprietarie di immobili e che la loro asset allocation riflette in media una caratteristica avversione al rischio azionario. La politica fiscale chiude il cerchio: La deriva (giusta o sbagliata) verso una condivisione del debito pubblico a livello di Stati Membri dell’Unione e l’ingente ammontare di progetti pubblici in seno al programma Next Generation EU, sono un tema che non convince né l’opinione pubblica tedesca né tantomeno quella dei Paesi cosiddetti “frugali”.

Per questo, la crescita dei prezzi può essere un fattore cruciale per l’esito del voto tedesco. Cruciale nel senso che potrebbe sottrarre il consenso a quelle forze politiche che più sono allineate con una view europeista (cioè la CDU e la SPD), tenendo così in gioco FDP, AfD e alcune frange della CSU. Ma non dimentichiamo il partito dei Verdi (Die Grünen), che ipotizzano un mega-budget da 500 miliardi di euro e un allentamento delle clausole di salvaguardia ancorate nella Costituzione, in netta controtendenza con la solidarietà del debito europeo.

Come se non bastasse, c’è anche l’uscita di scena di Angela Merkel a rendere le elezioni di quest’anno molto più incerte di quelle precedenti. In questa tornata elettorale insolitamente incerta, variazioni anche molto piccole nei comportamenti di voto potrebbero cambiare completamente il risultato finale. I partiti devono raggiungere una soglia minima del 5% dei voti per essere rappresentati in Parlamento, ma i voti dei piccoli partiti sono in ogni caso importanti per il loro impatto sulla cosiddetta “aritmetica nella costruzione della coalizione”. A causa di questa aritmetica e delle forze relative di ciascuno dei tre principali partiti tedeschi, c’è spazio come dicevamo per diverse potenziali coalizioni di governo e questo significa che la composizione esatta delle coalizioni finali è critica, perché determinerà i pesi politici relativi dei partiti all’interno del governo.

Lo scenario più rialzista per gli investitori sarebbe un governo tedesco stabile con una spinta senza precedenti verso l’espansione fiscale e la riforma dell’Eurozona. Questo potrebbe portare a un rafforzamento dell’euro, a una crescita del sentiment azionario e alla riduzione degli spread periferici nei giorni successivi alle elezioni. Il risultato più ribassista sarebbe invece un’elezione inconcludente con le coalizioni più credibili che non riescono ad assicurare una maggioranza solida né alle urne né nei colloqui per costituire la coalizione. Al momento, i risultati delle elezioni dipendono da piccole differenze nel comportamento di voto e, di conseguenza, gli investitori dovrebbero prepararsi a una sorpresa sostanziale il giorno dei risultati.

Quindi che cosa significa tutto ciò per un investitore europeo? Si tratta sicuramente di un quadro che suggerisce di rimanere investiti sul mercato azionario, dove i settori preferibili in questa fase sono quelli più ciclici, come energia e finanziari, unitamente alla farmaceutica, che offre potenziale di recupero insieme a un profilo difensivo. Inoltre, queste elezioni confermeranno l’importanza della sostenibilità come strategia di crescita delle imprese e degli investitori nei prossimi decenni. Si attende solo il verdetto delle urne, per capire il futuro prossimo della Germania ma anche quello dell’Europa.