Germania: prezzi all’import in frenata ad ottobre
Continua la frenata dei prezzi import in Germania che, nel mese di ottobre hanno registrato una contrazione del 3,5% rispetto al -2,5% di settembre. Si tratta della riduzione dei prezzi più elevata da luglio 2016 (-4,1%).
Lo ha comunicato l’Ufficio Federale di Statistica della Germania (DESTATIS), secondo cui, su base mensile, il dato ha registrato un decremento dello 0,1% rispetto al +0,6% riportato il mese precedente.
Per quanto riguarda i prezzi alle esportazioni, si è registrata una crescita zero rispetto al mese precedente mentre ha registrato un negativo dello 0,2% rispetto allo stesso periodo di un anno prima.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo