Germania: euro e Dax rimbalzano, per SocGen “governo forte è sopravvalutato”
Dopo che si è aperto lo spettro di un’instabilità politica in Germania, la prima economia d’Europa, i mercati hanno accusato momentaneamente il colpo, ma l’euro e l’indice Dax della Borsa di Francoforte stanno risalendo la china a fine mattinata.

Kit Juckes, analista sul Forex per Société Générale, scrive che forse quello che ci stanno dicendo i mercati – che dopo una reazione negativa ora ignorano di fatto l’incertezza politica nella quarta potenza economica mondiale – è che un governo di minoranza guidato da Merkel o nuovi colloqui per formare un’altra coalizione, differente da quella “Giamaica” appena saltata (che sarebbe stata formata dall’alleanza di Conservatori, Liberali e Verdi) non sono scenari così negativi.
L’importante, scrive Juckes, “è che l’economia sia in salute“. L’importanza di un governo forte invece, alla fine, forse è “sopravvalutata”. Dal punto di vista dei grafici, il range di 1,1480-1,1880 sul cross euro dollaro tiene e anzi siamo sulla parte alta di questa forchetta di prezzo: con la giusta convergenza di fattori positivi, una rottura al rialzo è possibile.

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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo