Germania: 2019 nero per le auto. Produzione ai minimi da 22 anni
È stato un anno da dimenticare, il 2019, per la produzione tedesca di auto. In termini di volumi, mai si era registrato un anno peggiore da 22 anni. E’ quanto rivela uno studio dell‘università di Duisburg-Essen secondo cui il settore fortemente penalizzato dalla tensioni commerciali e dagli scandali sulle emissioni truccate di gas inquinanti dovrebbe continuare a registrare un declino anche nel 2020.
Secondo lo studio, che è basato sui dati ufficiali dell’associazione di categoria, la Vda, nei primi 11 mesi del 2019 sono usciti dalle fabbriche tedesche 4,67 milioni di auto contro i 5,12 milioni dello stesso periodo 2018.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo