Gentiloni a Merkel: basta pretendere austerity solo dall’Italia

18 Gennaio 2017, di Daniele Chicca

Paolo Gentiloni è arrivato a Berlino con un messaggio chiaro per la Germania: basta misure di austerity di rientro dei conti pubblici solo contro l’Italia. Nel primo incontro da premier dell’ex ministro degli Esteri con Angela Merkel i dossier sul tavolo del bilaterali erano numerosi, dall’immigrazione allo scandalo dieselgate di FCA fino alla crisi del settore bancario italiano. Il tema dei conti pubblici italiani (con la richiesta dell’Ue di una manovra correttiva) non è stato trattato nel vertice tra le delegazioni, ma i due capi di Stato hanno sicuramente affrontato l’argomento caldo nel loro faccia a faccia.

Non è un caso, infatti, se in conferenza stampa Gentiloni ha ribadito la posizione dell’Italia sulla vicenda: “Se c’è una questione su cui ci sentiamo in diritto di lamentarci, è che a volte vediamo una flessibilità a corrente alternata. Si è parlato di Europa a due velocità, a volte sembra di avere un’Europa su due rigidità, troppo rigida su alcune questioni, troppo flessibile su altre”. Ad esempio sul tema dell’immigrazione, su cui “se non c’è condivisone sarà molto difficile dare una risposta convincente”. Sui conti pubblici, ha assicurato, l’Italia ha fatto i compiti a casa e “non tornerà mai ad essere un Paese fiscalmente irresponsabile” ma l’Ue non può dare il segnale di operazioni di “piccolo cabotaggio” ed essere “molto rigida sui decimali dei bilanci e molto ampia su questioni fondamentali come ad esempio la questione migratoria”.

Proprio al tema dell’immigrazione e della situazione in Libia è stato dato molto spazio nel vertice. L’auspicio di Gentiloni è che “ci sia l’impegno a fare della questione migratoria la scommessa comune di tutta l’Unione europea. Non possono essere solo 3-4 Paesi a reggere il peso” perché “deve esserci un lavoro comune” ma “purtroppo non è ancora così”. Un augurio condiviso dalla Merkel, secondo cui “l’immigrazione non è un problema che riguarda singoli paesi ma tutta l’Unione Europea. Libera circolazione delle persone e trattato di Schengen si possono affrontare solo se si trova una soluzione al problema delle migrazioni”. In particolare “in Libia la situazione è difficile, quindi appoggiamo l’Italia nel contrasto all’immigrazione illegale”, ha assicurato la cancelliera.