Generali: dopo Caltagirone la mossa di Del Vecchio con le dimissioni di Bardin, Equita conferma hold
Generali resta sotto i riflettori del mercato. Dopo le dimissioni di Caltagirone, anche Del Vecchio compie la sua mossa. Stamattina Generali ha, infatti, comunicato che il consigliere di amministrazione Romolo Bardin ha rassegnato le proprie dimissioni dal consiglio di amministrazione (cda) della compagnia. Bardin, amministratore delegato di Delfin, ha motivato le proprie dimissioni con riferimento alle modalitĂ operative e ad alcune scelte del board e dei comitati a cui partecipa, in particolar modo in riferimento al processo di formazione della lista per il nuovo cda.
“Tra le ragioni dietro le dimissioni dei consiglieri ci potrebbero essere anche considerazioni di opportunità strategica, con gli azionisti del patto che potrebbero incrementare le proprie quote senza obblighi di segnalazione (fino al raggiungimento delle soglie rilevanti) e di rispetto di black-out period”, segnalano gli analisti di Equita che confermano la valutazione hold e target price di 20,7 euro su Generali.
Breaking news
La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dalle tensioni geopolitiche tra Iran e Usa e dagli attacchi in Kuwait. L’indice Nikkei scende dell’1,36%, mentre il Topix cala dell’1,11%. Softbank registra un forte ribasso a causa delle recenti dinamiche di mercato.
Il CEO di TSMC, C.C. Wei, ha dichiarato che la domanda globale di chip alimentata dall’IA supererĂ l’offerta per anni. Nonostante l’espansione delle capacitĂ produttive negli Stati Uniti, la domanda americana non sarĂ soddisfatta completamente. TSMC, leader mondiale nella produzione di semiconduttori avanzati per l’IA, prevede una crescita delle vendite del 30% quest’anno, nonostante le sfide.
La Bank of Japan sta considerando un aumento del tasso di interesse di un quarto di punto percentuale questo mese, con un possibile ulteriore rialzo entro la fine dell’anno.
Le azioni di Broadcom sono scese del 10% nelle contrattazioni estese, dopo una previsione deludente sui ricavi dei chip per l’intelligenza artificiale