GE Capital è il primo istituto a non essere più “too big to fail”
Il Consiglio di supervisione alla stabilità finanziaria americana ha declassato per la prima volta un’istituto finanziario dallo status di “too big to fail” (“troppo grande per fallire”): a perdere importanza sistemica è stata GE Capital, unità finanziaria della General Electric, che era entrata nel numero dei big nel 2013. Lo status di importanza sistemica impone obblighi di solitità patrimoniale maggiori e una supervisione più stretta. “Quando il Consiglio riconosce che una società può minacciare la stabilità finanziaria agisce”, ha detto il segretario del Tesoro Jack Lew, “quanto questi rischi cambiano, il Consiglio agisce di conseguenza”.
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L’apertura di Wall Street è stata caratterizzata da un andamento contrastato, influenzato dal calo dei titoli dei semiconduttori e dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Broadcom ha registrato un significativo calo del 14% a causa di risultati trimestrali deludenti, mentre altri titoli del settore tecnologico e del petrolio hanno subito variazioni negative.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.
Fincantieri, attraverso la controllata WASS Submarine Systems, ha firmato un Memorandum of Understanding con Magellan Aerospace Corporation per valutare nuove opportunità di cooperazione industriale nel settore della difesa subacquea in Canada. L’intesa, siglata in occasione di CANSEC 2026 a Ottawa, punta a rafforzare le capacità canadesi nel comparto underwater, con particolare attenzione ai siluri pesanti […]
Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.