Francia, nuovo presidente Front National indagato per incitamento all’odio
Sono passate poche ore dalla sua nomina a presidente ad interim del Front National e Steeve Briois, sindaco di Henin-Beaumont, è già finito sotto inchiesta con l’accusa di incitamento all’odio. La notizia non dovrebbe comunque avere un grande impatto sul secondo turno delle elezioni presidenziali del 7 maggio.
Briois aveva preso il posto di Jean-Francois Jalkh, che ha rinunciato nella mattinata alla presidenza del Front National per le polemiche apertesi su alcune sue presunte frasi negazioniste. Su Briois e su David Rachline, direttore della campagna di Marine Le Pen, è stata aperta oggi un’indagine per incitamento all’odio.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo