Forex, May svela strategia Brexit: sterlina in difficoltà, euro si rafforza
Sul mercato valutario l’euro continua a rafforzarsi su dollaro e sterlina dopo l’intervento di Theresa May dal quale non sono emerse grandi novità rispetto a quelle che erano le attese formatesi in base alle indiscrezioni dei giornali. Londra uscirà si dal mercato comune, ma non lo farà subito con il divorzio dall’Ue del 29 marzo 2019. Il governo britannico intende infatti proporre un periodo di transizione di due anni per favorire le aziende e le istituzioni e evitare che si creino incertezze e problemi nel passaggio dal vecchio sistema al nuovo.
Rispetto al biglietto verde l’euro scambia in rialzo dello 0,3% a 1,1975 dollari, mentre la sterlina quota 1.3532 dollari al momento, in calo dello 0,35%. In precedenza aveva toccato i minimi di due giorni in area 1,3495 dollari. L’andamento era simile anche prima che la premier britannica May prendesse la parola a Firenze, in quello che è stato l’intervento più importante sulla strategia inglese post Brexit dopo quello pronunciato dalla stessa leader dei conservatori il 17 gennaio 2017 a Lancaster House.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.