Fmi: “Stress test anche per banche italiane piu’ piccole”
NEW YORK (WSI)- Per Matthew Jones, assistente al direttore del dipartimento Monetario e dei mercati dei capitali del Fondo monetario internazionale, anche le banche italiane piu’ piccole dovrebbero essere sottoposte agli stress test. Secondo lui infatti “sarebbe utile per affrontare le sfide poste dal problema dei non performing loans”.
Lo ha detto, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se la Banca centrale europea dovrebbe forzare l’Italia a sottoporre le banche piu’ piccole della nazione agli stress test.
L’occasione per accendere i fari sull’argomento e’ stata la pubblicazione del Global Financial Stability Report, in cui si dice che le autorita’ italiane dovrebbero valutare la qualita’ degli asset delle banche piu’ piccole che non sono soggette al comprehensive assessment della banca centrale europea, Jones ha spiegato che “il sistema bancario italiano si trova ad affrontare molte sfide” tra cui i Npl, che deve essere affrontato “rapidamente e in modo trasparente”.
Facendo riferimento ai risultati dell’asset quality review delle banche europee piu’ grandi, Jones ha spiegato che quell’esercizio
“e’ stato utile nell’incoraggiare il processo per gestire quegli asset e ridurre le incertezze legate alla qualita’ degli asset nelle banche italiane. Ecco perche’ pensiamo che dovrebbe essere esteso anche alle banche piu’ piccole di cui ci sono meno informazioni a disposizione”.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.