FMI (Kammer): “Con tassi più alti rischio debito per l’Italia”
A rischio la discesa del debito pubblico italiano e questo per effetto dell’aumento dei tassi e dell’indebolimento della crescita. A lanciare l’allarme Alfred Kammer, direttore dell’European Department al Fondo Monetario Internazionale.
“Chiaramente il rialzo dei tassi e l’indebolimento della crescita possono impedire al debito pubblico di scendere. Per limitare le preoccupazioni di sostenibilità, le risorse fiscali per l’attuale crisi energetica devono essere ben indirizzate. Anche se c’è spazio fiscale, l’effetto sui prezzi deve essere trasferito, in modo da avere una risposta sulla domanda nel settore dell’energia. Ma la parte più vulnerabile della popolazione dovrebbe essere protetta, così come le imprese indebolite” ha sostenuto Kammer.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.