Fmi al G20: “economia mondiale più vulnerabile”, fate qualcosa

25 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – “Non c’è una crisi e quindi dal G20 non c’è da attendersi una risposta d’emergenza”. Commenta così il segretario al Tesoro americano, Jack Lew cercando di placare gli animi dopo che il Fmi ha messo in luce i crescenti rischi al ribasso per la crescita globale.

In un documento che i tecnici del Fondo hanno preparato in vista del G20 dei ministri finanziari e i governatori delle banche centrali in programma a Shanghai, si evidenzia che fra i rischi che pesano sull’economia ci sono le turbolenze finanziarie e la Cina. Il Fondo guidato da Christine Lagarde invita così i leader del G20 a creare l’espediente che possa contenere i rischi legati a shock che non riguardano prettamente l’economia come la crisi dei rifugiati, il terrorismo e le epidemie globali.

In ambito Ue poi l’Fmi si rivolge direttamente alla BCE affinchè sostenga gli stimoli all’economia, il quantitative easing insieme ad un mix di politiche, incluse quelle di bilancio e riforme strutturali.

”Con un’inflazione bassa, la Bce dovrà continuare a segnalare la forte volontà di usare tutti gli strumenti disponibili fino a che centrerà l’obiettivo della stabilità dei prezzi. Il QE dovrebbe essere sostenuto da un più bilanciato mix di politiche, incluse quelle di bilancio e le riforme strutturali”.

L’Fmi ha avvertito che potrebbe rivedere al ribasso le stime sulla crescita globale