Economista Fitoussi: decisione Ecofin su capitale banche “fa ridere”
La stretta sui requisiti di capitale bancario, delineata dall’Ecofin nei giorni scorsi al termine di 18 mesi di trattative e destinata al voto del consiglio Ue di giugno, ha incassato le critiche del noto economista francese Jean-Paul Fitoussi:
Il provvedimento, “fa ridere, si affronta il problema alla rovescia. Anziché permettere alle banche di partecipare alla ripresa dando credito alle imprese, si spingono le banche a non dare prestiti”, ha detto Fitoussi all’Ansa, aggiungendo che gli istituti di credito italiani “stanni molto meglio di qualche anno fa, ma hanno ancora fragilità”.
Rendere meno rischiosi i bilanci delle banche, è la tesi di Fitoussi, impone necessariamente di moderare le attività di credito, danneggiando la ripresa. Negli Stati Uniti, ha aggiunto, le politiche stanno andando nella direzione opposta alleggerendo i vincoli.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.