Fisco, commercialisti: invio degli accertamenti, rischio paralisi

27 Gennaio 2021, di Alessandra Caparello

“Il Decreto 3/2021 pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 15 gennaio ha introdotto una nuova previsione “ponte” per ritardare l’invio degli atti di accertamento e la contestazione delle sanzioni. Come se il Covid avesse “congelato” gli uffici dell’Agenzia delle Entrate e la possibilità di inviare tutti gli atti già pronti. Così facendo però, di fatto, si è prorogata addirittura fino al 31 dicembre 2022 la possibilità di ricevere atti dell’amministrazione finanziaria emessi ben due anni prima. Significa che siamo vicini a un nuovo rinvio, oppure a una rottamazione quater? Difficile comprenderlo”.

Lo afferma Matteo De Lise, presidente dell’Ungdcec (Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili) secondo cui:

“Per questo auspichiamo che già nelle prossime settimane possano ripartire tutti gli atti bloccati, concedendo una tempistica di risposta e di pagamento differente e più ampia. Al prossimo governo chiederemo di pagare cartelle esattoriali e atti di accertamento, presentare ricorso e istanze di autotutela con un termine aggiuntivo di 180 giorni rispetto ai termini ordinari che decorrono dalla notifica dell’atto. Abbiamo già presentato – annuncia il presidente Ungdcec – emendamenti volti a sbloccare la situazione di stallo in cui ci siamo trovati e che servono a dare più tempo a tutte le parti in causa. Potremmo persino ancorare la scadenza stessa alla revoca dello stato di emergenza. L’unica certezza? Non si leghino le scadenze a codici attività Ateco o al colore delle regioni”.