Fintech, October: 63 aziende finanziate in due mesi
Nei soli mesi di luglio e agosto 2020, sono ben 63 le aziende italiane ad essersi finanziate tramite la soluzione di Instant Lending di October, piattaforma di finanziamento digitale alle imprese , + 473% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.
Dal punto di vista del credito erogato, si è registrato un incremento del 238% tra il periodo luglio-agosto 2019 (con € 4.280.000 erogati) e lo stesso periodo del 2020 (con € 14.500.000 erogati).
La soluzione di Instant Lending, lanciata lo scorso luglio, è riuscita a rispondere tempestivamente alla crescente esigenza di liquidità da parte delle PMI, a causa della pandemia da COVID-19.
Grazie alla completa automazione del processo di valutazione del rischio tramite sofisticate tecniche di machine learning, October riesce a fornire in pochi minuti una proposta di finanziamento compresa tra i 30 e i 250mila euro con 6 mesi di preammortamento e la copertura del Fondo di Garanzia.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo